Usppi: In Puglia bisogna abbattere le liste d’attesa: una risonanza 100 giorni. Urge legge regionale

L’USPPI denuncia: in Puglia bisogna abbattere le liste d’attesa al CUP negli ospedali pubblici per le prenotazioni di prestazioni sanitarie. Il divario tra pubblico e attività in regime di Alpi è abissale. Dai monitoraggi regionali ( così come richiesto per legge), risulterebbe infatti che i tempi d’attesa variano notevolmente a seconda se il cittadino paga di tasca propria la prestazione in intramoenia o no.

L’Usppi fa qualche esempio: per effettuare una visita cardiologica negli ospedali baresi il cittadino deve attendere mediamente 35 giorni, ma se dovesse decidere – costretto magari dall’urgenza – di farsi visitare pagando di tasca propria, quasi certamente in 6 giorni ottiene la prestazione. Lo stesso dicasi per fare una mammografia 108 giorni contro i 37. Ma il Sindacato incalza : addirittura una visita dermatologica a pagamento si può eseguire in 24 ore a differenza del pubblico dove bisogna pazientare quasi 40 giorni. Stesso mancato allineamento per altri tipi di prestazioni : risonanza magnetica al cervello100 giorni del pubblico, a pagamento si può ottenere lo stesso giorno . Purtroppo – secondo l’USPPI- le eccezioni a favore del pubblico, in tal senso sono davvero pochissime secondo lo stesso sindacato e sono legate a quelle realtà dove c’è maggiore organizzazione, risorse sufficienti disponibili e macchinari efficienti.

Il Segretario Generale dell’USPPI Nicola Brescia, invita il Consiglio Regionale Pugliese ad adottare tempestivamente una proposta di legge che non demonizzi del tutto l’attività in intramoenia, ma porti alla centralità il diritto di cure del cittadino nell’ospedale pubblico, trovando soluzioni atte a ridurre i tempi delle liste d’attesa dei CUP degli ospedali pubblici pugliesi, contribuendo a migliorare i livelli di qualità della Sanità Pugliese nell’offerta dei servizi al cittadino.

 

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