Un medico del “Fazzi” di Lecce lancia l’allarme: più del 60% dei contagiati è asintomatico e infetta gli altri

«A Lecce e in Puglia stiamo correndo un grosso rischio. I nostri ospedali non sono sicuri, anche perchè ai medici, al personale sanitario e agli operatori che lavorano nel Pronto soccorso, nel reparto di Malattie infettive, nel 118 , Pneumologia e via elencando NON VIENE FATTO IL TAMPONE». Anzi continuano a lavorare diffondendo il contagio.

La denuncia – riporta una nota a firma di Cesare Mazzotta -, pressante e accorata, arriva da un medico del “Vito Fazzi” di Lecce  che vuole rimanere anonimo per non rischiare il licenziamento. Rischio che non gli ha impedito di «premere» sui giornali locali per avviare una CAMPAGNA sanitaria per bloccare il Covid-19 in Puglia.

Il medico leccese scongiura le autorità politiche e sanitarie della Regione Puglia perchè non si faccia il tragico errore – dice – che è stato commesso al Pronto soccorso di Alzano Lombardo (BG, dove il 23 febbraio scorso) vennero accertati due casi positivi di Covid19. Venne chiuso l’ospedale, spediti i contagiati a Bergamo e riaperto inspiegabilmente alcune ore dopo, senza alcuna sanificazione.

«Ecco come è partito il focolaio di Bergamo» grida inascoltato il medico leccese, il quale si rifà allo studio del prof. Andrea Crisanti, Direttore della Cattedra dell’Unità Diagnostica di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova.

Di questo tragico studio ha parlato ieri sera a “Piazza Pulita”, condotta da Corrado Formigli su La 7, il prof. Sergio Romagnani. già Professore di Immunologia Clinica e Medicina Interna all’Università di Firenze.

Lo studio condotto sui contagiati di Vò Euganeo nel Veneto, ha dimostrato che la percentuale delle persone infette nella popolazione, anche se asintomatiche, è altissima e rappresenta la maggioranza dei casi soprattutto, ma non solo, tra i giovani.

Quindi il contagio viene diffuso dalle persone che apparentemente non sono infette perchè non hanno sintomi. E fra questi portatori, chiamiamoli “sani”,  – sostiene il medico del Fazzi – ci siamo noi medici, infermieri e tutti gli operatori che hanno a che fare con il pubblico (dai postini, ai giornalai, dai salumieri alle cassiere..)

«Ecco perchè il governatore Zaia adesso sta facendo i tamponi a TUTTI. Perchè con questo studio ha capito che può bloccare il virus . Noi in Puglia – è convinto il medico salentino –  SIAMO ANCORA IN TEMPO a seguire quella strada, però se continuiamo così,  a non fare il tampone neanche ai sintomatici, penso che FINIREMO MALE …».

Anche i politici locali, dice il medico, dovrebbero insistere sul governatore Emiliano per screenare tutto il personale esposto. Magari adottando il test messo a punto da un’azienda salentina che si basa sulla risposta anticorpale dell’organismo contagiato. Un test – è stato detto – che dura una ventina di minuti.

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