U.S.S.M.O.: smaltimento liste di attesa? Va bene, ma in totale sicurezza per cittadini e medici!

Da più parti, titoli roboanti inneggiano allo smaltimento delle liste di attesa per le prestazioni non eseguite in epoca pandemica e che Asl e Aziende Ospedaliere vogliono azzerare in tempi rapidi. Siamo perfettamente d’accordo. Ma in che modo? Con quali risorse umane? Abbiamo letto di piani strategici nei quali gli ambulatori devono funzionare mattina e pomeriggio, sabato compreso. Cosa c’è di diverso rispetto a prima?

Sono gli interrogativi che pone in una nota la segreteria regionale di Universo Sanità Sindacato Medici Ospedalieri che aggiunge: “l’aggiunta del sabato per quelle UU.OO. che non prevedevano l’ambulatorio in quella giornata? La soluzione è valida e non la contestiamo, ma chiediamo: c’è personale a sufficienza (avendo cronicamente organici ridotti) per far funzionare ambulatori e macchinari con questi ritmi, o si pensa di continuare a spremere lo già spremuto personale dell’epoca CoViD, gli “eroi” di qualche giorno fa, che ora diventano improvvisamente semplice manovalanza? E’ venuto a qualcuno il dubbio che questi medici, infermieri, e gli altri operatori sono stressati da un periodo emergenziale e non si può pretendere di continuare a spremerli come se nulla fosse successo? Abbiamo tanto enfatizzato, come simbolo dell’abnegazione incondizionata, la foto dell’infermiera che stremata si è addormentata sulla tastiera del computer ed ora tutto è passato nel dimenticatoio?

Non siamo assolutamente d’accordo come sindacato di vedere i colleghi costretti a turni al di fuori di quello che è l’orario contrattuale. I medici non sono bestie da soma. Quando è stato necessario per l’emergenza pandemica hanno lavorato fino all’inverosimile, senza badare ad orari, riposi, ferie, festivi, ecc., ecc., ecc, ma ora bisogna rispettare il regolare susseguirsi dei turni di lavoro. Fino ad ora vigeva lo” stato di necessità”, ora la necessità non c’è più ed i pazienti devono essere trattati in maniera dignitosa riservando loro il tempo necessario per effettuare una accurata prestazione. Non si pensi di dare tempi stretti alle visite, con l’introduzione di tempari assurdi, aggiungendo prestazioni in maniera non razionale. Non siamo in una fabbrica dove bisogna aumentare la produzione, siamo in strutture sanitarie e dobbiamo dare risposte concrete ai bisogni di salute della gente utilizzando tutto il tempo che ci vuole per fornire al meglio le risposte. Le prestazioni devono essere eseguite a regola d’arte secondo standard che sono già ben collaudati. Non bisogna agire di fretta. La fretta induce ad errori e gli errori si pagano cari. Li paga il paziente che riceve una diagnosi non corretta, li paga il medico che ne risponde nelle sedi opportune, li paga l’azienda attraverso le azioni risarcitorie. Avere fretta non serve a nessuno e fa solo danno. Inoltre, bisogna rispettare i canoni del distanziamento sociale. Orari inadeguati fanno stazionare più persone nelle sale di attesa con evidenti rischi di infezione da Sars-CoV 2. Poi bisogna considerare la sanificazione di ambienti e strumenti dopo ogni prestazione e l’aereazione dell’ambiente per alcune attività. La logica induce a pensare che i tempi si allungheranno per fornire la prestazione in totale sicurezza. USSMO ritiene che le cose vadano fatte nei modi corretti, evitando proclami, e lavorando con serietà e professionalità come i medici ed gli operatori sanitari hanno dimostrato di saper fare durante la pandemia. Se non fosse stato così non vi sarebbe stato un documentato alto tributo di vite di medici e personale sanitario pagato per curare la gente affetta dalla gravissima malattia. Non ci sono medaglie da appuntare sul petto per chi gestisce la sanità pensando di far fare staffette veloci ai medici per ridurre le liste di attesa. Questa cosa non avverrà mai perchè USSMO non la permetterà, sarebbe troppo pericoloso per cittadini e medici. Cittadini e medici che meritano rispetto e devono poter eseguire le visite mediche con i tempi necessari. Questa è l’unica strada da seguire. Chi pensa di fare il primo della classe, sulla salute della gente e dei medici, ha sbagliato impostazione”.

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