Progetto autonomia c.d. rafforzata: audizioni in I commissione Consiglio regionale Puglia

Prima tranche di audizioni (richieste da Amati, Blasi, Cera, Mennea, Liviano e Pentassuglia) in I commissione in merito agli “impatti finanziari e sulla politiche di bilancio del progetto di autonomia c.d. rafforzata”. Ad essere ascoltati sono stati i rappresentanti delle professioni sanitarie. In particolare SMI (Sindacato medici italiani), Confsal, UIL Puglia, OMCEO (Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri), OPI (Ordine professioni infermieristiche) e UGL.

La posizione emersa è pressochè unanime: forte preoccupazione per l’iniziativa delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna volta a perseguire una maggiore autonomia, che per la sanità si concretizzerebbe in una ulteriore regionalizzazione che, dopo le modifiche introdotte con la modifiche al Titolo V della Costituzione, consoliderebbe e incrementerebbe le diversità che già sussistono nei vari SSR. In più si aggiunge il mancato coinvolgimento dei cittadini nella discussione per una riforma che potrebbe scardinare l’intero sistema con conseguenze particolarmente insidiose per le Regioni del Sud, già penalizzate da un riparto del Fondo sanitario nazionale sottodimensionato. A rischio l’universalismo del sistema che sarebbe sempre di meno su base solidaristica.

Non è un caso che tutte le federazioni delle professioni sanitarie e sociali (medici, veterinari, infermieri, psicologi, farmacisti, biologi, ostetriche assistenti sociali , chimici e fisici) si sono ritrovate nei giorni scorsi a Roma ed hanno approvato all’unanimità un documento con cui chiedono al Governo, tra l’altro, il rispetto dei “principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e solidarismo” che sono alla base del SSN, “garantendo la sostenibilità economica dei LEA attraverso un coerente finanziamento del FSN” e l’elaborazione di “un’analisi rischi/benefici”delle proposte di autonomia differenziata presentate dalla Regioni”. Inoltre Governo e Parlamento dovranno adottare iniziative “per parametrare il fabbisogno regionale standard anche in base alle carenze infrastrutturali “ nonché alle “condizioni di deprivazione e di povertà sociale”.

La commissione ha deciso di dedicare la prossima tornata di audizioni ai comparti scuola e ricerca e infrastrutture.

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