III commissione Consiglio Puglia: audito D.G. Dipartimento Salute Regione

Seduta di audizioni della III commissione del Consiglio regionale della Puglia, presieduta da Pino Romano. Il Direttore del Dipartimento Salute della Regione Vito Montanaro ha illustrato il programma di attività per i prossimi 15 mesi. Tra gli obiettivi da perseguire prioritaria è l’uscita della Puglia dal Piano operativo in modo da riacquisire la “libertà di decidere le azioni strategiche”. In questo ambito la Giunta regionale ha approvato proprio ieri la 4° versione della riprogrammazione della rete ospedaliera, tenendo conto delle prescrizioni stabilite precedentemente dal Tavolo romano. In relazione alla situazione delle liste d’attesa, il dipartimento e i direttori generali delle aziende sanitarie (che ogni lunedì si incontrano a Bari presso la sede dello stesso dipartimento) stanno compiendo una verifica sugli strumenti informatici e di programmazione da porre in atto. Si punta a un processo di uniformità dei sistemi informatici sulla falsariga del CUP unico ASL Bari-Policlinico-IRCCS Oncologico su cui si sta lavorando. Altre innovazioni previste riguardano la seconda visita (quella di controllo) che sarà prenotata dagli stessi specialisti, con la collaborazione dei medici di base che dovranno sensibilizzare gli assistiti e la previsione di liste d’attesa dedicate per gli screening. 

Immediatamente successivo al disco verde del Tavolo di monitoraggio romano sarà il piano assunzionale, a cominciare dal maxi concorso per infermieri che sarà gestito per tutta la regione, con la collaborazione di Innovapuglia, dalla ASL BA, dal Policlinico e dall’IRCCS di Castellana Grotte. Quindi la spesa farmaceutica su cui la Puglia è in recupero ma ancora in affanno. Si punta alla centralizzazione. A tal fine è stato istituito un Tavolo specifico che entro la fine di luglio dovrà verificare le gare in corso e porre in essere la programmazione per quelle future con acquisti unici. Stesso discorso per i contratti di manutenzione della grandi macchine.
Montanaro ha espresso la necessità di rivedere il modello dipartimentale. Attualmente due delle cinque sezioni che compongono lo stesso dipartimento sono prive del dirigente. Andrebbe aumentato il numero delle sezioni. Diversamente sarà necessario aumentare il numero dei servizi.
Successivamente è stata la volta delle rete Oncologica, con le audizioni del Direttore generale dell’Aress Giovanni Gorgoni, del coordinatore operativo della rete Gianmarco Surico e dei rappresentanti delle aziende sanitarie. La rete oncologica è operativa in Puglia (unica regione del Sud su un totale di 7 regioni). I Coro (Centro di orientamento oncologico) previsti sono 17 e sono stati tutti attivati. Sono stati licenziati dall’Aress i PDTA (Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) per i tumori solidi; è stato istituito l’Alto Comitato per la ricerca per le terapie sperimentali mentre si punta a un Comitato etico unico a livello regionale. Sono circa 700 gli interventi effettuati in più da quando è stata attivata la rete, dato che comincia a delineare un inizio di inversione di tendenza per quel che riguarda la mobilità sanitaria passiva per le patologie oncologiche. A fine luglio è previsto il provvedimento dell’Aress in merito all’assetto dal Hub & spoke alla base del funzionamento della Rete pugliese.
I primi riscontri, comunque, danno una situazione a macchia di leopardo: dall’eccellenza dell’ASL TA con 538 prime visite con tempo di attesa 0 e 621 prenotazioni di prestazioni specialistiche alle ASL FG e BAT dove il servizio non è ancora partito. Emersa anche la necessità che il numero verde dalla rete venga pubblicizzato più adeguatamente, con l’ausilio dei medici di base e dell’associazionismo.
Infine in ultimo la riconversione dell’ex ospedale di Bitonto in PTA, per la quale è stata audita la direzione dell’ASL BA su sollecitazione di Domenico Damascelli. Nonostante la disponibilità di più di 5 milioni di risorse europee il percorso langue, mentre l’attività degli ambulatori presenti si riduce o viene meno a seguito del pensionamento dei medici responsabili.
Il DG Sanguedolce ha fatto presente che i 5 milioni saranno rimpinguati per mettere a norma l’intera struttura nell’ambito della nuova programmazione regionale. Da un mese ha preso servizio la nuova responsabile del distretto socio sanitario di competenza che sta stilando un programma per la rimozione delle criticità evidenziate da Damascelli, con particolare riferimento al personale.

 

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