ASL Bari: cosa se ne vuol fare dell’ospedale San Paolo ?

Dal 15 novembre scorso l’ospedale San Paolo di Bari, com’è noto, è stato riconvertito in Ospedale Covid, con disattivazione dei reparti di Medicina Interna, Gastroenterologia, Chirurgia, Ortopedia, Ginecologia.

Conseguentemente gli organici sono stati smembrati ed il personale medico e infermieristico ricollocato nei reparti Covid.

La prima conseguenza è stata che i pazienti non Covid, perdendo i loro riferimenti, non sono stati più seguiti nell’andamento delle loro patologie croniche né assistiti nell’urgenza.

La seconda è che il personale medico impegnato in turni Covid ha dovuto affrontare in tutti questi mesi, una realtà di alto impatto emotivo svolgendo l’attività assistenziale al di fuori delle strette competenze e con mansioni di pertinenza pneumologica e rianimatoria.

Le Direzioni aziendali sono state più volte sollecitate all’implementazione del personale e a soluzioni alternative che coinvolgessero anche altri ospedali della ASL BA, ma l’unico riscontro è costituito dalla chiamata di medici neolaureati, sicuramente dotati di buona volontà, ma privi di esperienza e con mansioni mediche molto limitate (quindi di fatto poco utili).

Come se non bastasse tutto questo e’ di qualche giorno fa la notizia secondo la quale si vogliono trasferire le Unità operative di Pneumologia e di Rianimazione dal S. Paolo al nuovo ospedale presso la Fiera del Levante, sguarnendo così lo stesso ospedale San Paolo di 2 reparti cardine nell’assistenza e nel trattamento delle forme più gravi di Covid.

Questo progetto rischierebbe di mettere a serio rischio i pazienti ed esporrebbe ulteriormente il personale sanitario a ritorsioni di carattere medico legale.

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