Conferenza Stato – Regioni PROVVEDIMENTO 5 ottobre 2006 – Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano concernente un nuovo Patto sulla salute. (Repertorio atti n. 2648) (GU n. 256 del 3-11-2006- Suppl. Ordinario n.207).

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Nell’odierna seduta del 5 ottobre 2006:
Visto l’art. 117, comma 2, lettera m), della Costituzione che
attribuisce allo Stato la competenza di determinare i livelli
essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali
che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ed il
comma 3 che individua tra le materie di legislazione concorrente la
tutela della salute;
Visti l’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, il
quale prevede che il Governo puo’ promuovere la stipula di intese in
sede di Conferenza Stato-regioni, dirette a favorire l’armonizzazione
delle rispettive legislazioni o il raggiungimento di posizioni
unitarie o il conseguimento di obiettivi comuni;
Visto l’accordo sancito il 3 agosto 2000 (repertorio atti n.
1004) in materia di spesa sanitaria, come integrato dall’art. 85,
comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
Visto l’accordo sancito il 22 marzo 2001 (repertorio atti n.
1210) che integra l’accordo sancito il 3 agosto 2000 in materia di
spesa sanitaria;
Visto l’accordo sancito l’8 agosto 2001, recante integrazioni e
modifiche agli accordi sanciti il 3 agosto 2000 ed il 22 marzo 2001
in materia di spesa sanitaria (repertorio atti n. 1285), con il quale
si conviene di definire i livelli essenziali di assistenza;
Visto il decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, che, all’art. 6
ha previsto la definizione, con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, da adottare entro il 30 novembre 2001, dei livelli
essenziali di assistenza, ai sensi dell’art. 1 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed
integrazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29
novembre 2001 di definizione dei livelli essenziali di assistenza, e
successive modificazioni ed integrazioni;
Visto l’art. 40 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, il quale
prevede che il mancato rispetto da parte delle regioni e delle
province autonome degli impegni indicati al punto 19 dell’Accordo tra
Governo, regioni e province autonome dell’8 agosto 2001 in materia
sanitaria, comporta, per il finanziamento della spesa nel settore, il
ripristino per la regione e le province autonome inadempienti del
livello stabilito nell’Accordo tra Governo, regioni e province
autonome del 3 agosto 2000, come integrato dall’art. 85, comma 6,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
Visto l’accordo Stato-regioni del 16 dicembre 2004 (repertorio
atti n. 2174), in attuazione dell’art. 3, comma 33, della legge 24
dicembre 2003, n. 350, con il quale sono state definite le modalita’
di verifica degli adempimenti regionali ai fini dell’accesso al
finanziamento integrativo previsto a carico dello Stato dal
richiamato Accordo dell’8 agosto 2001, fermo restando, come disposto
dal comma 32 del medesimo art. 1 della richiamata legge n. 350,
l’obbligo del ripristino del livello di finanziamento corrispondente
a quello previsto dall’accordo del 3 agosto 2000, nei confronti delle
regioni per le quali si sia verificato il rispetto del mancato
adempimento;
Visto l’art. 1, comma 173, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
il quale ha disposto che l’accesso al finanziamento integrativo a
carico dello Stato di cui al comma 164 del medesimo art. 1, rispetto
al livello di cui all’Accordo Stato-regioni dell’8 agosto 2001, per
l’anno 2004, rivalutato del 2 per cento su base annua a decorrere
dall’anno 2005, e’ subordinato alla stipula di una specifica intesa,
ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, che
contempli, per il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, ai
fini del contenimento della dinamica dei costi, specifici
adempimenti;
Vista l’intesa stipulata il 23 marzo 2005 (repertorio atti n.
2271) in attuazione dell’art. 1, commi 173 e 180, della richiamata
legge n. 311/2004, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005;
Visto l’art. 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
come integrato dall’art. 1, comma 277, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, il quale prevede, al fine del rispetto dell’equilibrio
economico-finanziario, che la regione, ove si prospetti sulla base
del monitoraggio trimestrale una situazione di squilibrio, adotta i
provvedimenti necessari ovvero che qualora i provvedimenti necessari
non vengano adottati scatta la procedura del commissario ad acta e
qualora anche il commissario ad acta non adotti le misure cui e’
tenuto, con riferimento all’esercizio 2005 e all’anno d’imposta 2006,
si applicano comunque nella misura massima prevista dalla vigente
normativa l’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche
e le maggiorazioni dell’aliquota dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive;
Visto l’art. 1, comma 176, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
che dispone, che in caso di mancato adempimento da parte delle
regioni e delle province autonome agli obblighi di cui al richiamato
comma 173 del medesimo articolo, e’ precluso l’accesso al maggior
finanziamento previsto per gli anni 2005, 2006 e 2007, con
conseguente immediato recupero delle somme eventualmente erogate;
Visto l’art. 1, comma 180, della richiamata legge n. 311/2004, il
quale dispone che la regione interessata, nelle ipotesi indicate ai
commi 174 e 176, anche avvalendosi del supporto tecnico dell’Agenzia
per i servizi sanitari regionali, procede ad una ricognizione delle
cause ed elabora un programma operativo di riorganizzazione, di
riqualificazione o di potenziamento del Servizio sanitario regionale,
di durata non superiore al triennio; che i Ministri della salute e
dell’economia e delle finanze e la singola regione stipulano apposito
accordo che individui gli interventi necessari per il perseguimento
dell’equilibrio economico, nel rispetto dei livelli essenziali di
assistenza e degli adempimenti di cui alla intesa prevista dal comma
173;
Visto l’art. 1, comma 181, della richiamata legge n. 311/2004, il
quale dispone che, con riferimento agli importi indicati al comma
164, relativamente alla somma di 1.000 milioni di euro per l’anno
2005, 1.200 milioni di euro per l’anno 2006 e 1.400 milioni di euro
per l’anno 2007, il relativo riconoscimento alle regioni resta
condizionato, oltre che agli adempimenti di cui al citato comma 173,
anche al rispetto da parte delle regioni medesime, dell’obiettivo per
la quota a loro carico sulla spesa farmaceutica previsto dall’art. 48
del decreto legge 3 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, numero 326;
Visto l’art. 1, comma 184, lettere a), b) e d) della richiamata
legge n. 311/2004 in materia di anticipazioni,
Visto l’art. 1, commi 98 e 107, della richiamata legge n.
311/2004 in materia di contenimento della spesa del personale;
Visto l’art. 1, commi 198 e 203, della legge 23 dicembre 2005, n.
266, in materia di contenimento della spesa del personale;
Visto l’art. 1, comma 274, della richiamata legge n. 266/2005,
che stabilisce che, nell’ambito del settore sanitario, al fine di
garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione
degli obiettivi di finanza pubblica, restano fermi:
a) gli obblighi posti a carico delle regioni, nel settore
sanitario, con l’intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005, finalizzati
a garantire l’equilibrio, economico-finanziario, a mantenere i
livelli essenziali di assistenza, a rispettare gli ulteriori
adempimenti di carattere sanitario previsti dalla medesima intesa e a
prevedere, ove si prospettassero situazioni di squilibrio nelle
singole aziende sanitarie, la contestuale presentazione di piani di
rientro pena la dichiarazione di decadenza dei rispettivi direttori
generali;
b) l’obbligo di adottare i provvedimenti necessari di cui
all’art. 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311;
Visto l’art. 1, comma 275, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
il quale prevede specifici adempimenti in materia di personale,
convenzioni ed esenzioni;
Visto l’art. 1, comma 278, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
che dispone, al fine di agevolare la realizzazione degli obiettivi di
finanza pubblica di cui al comma 274, che il livello complessivo
della spesa del Servizio sanitario nazionale, al cui finanziamento
concorre lo Stato, di cui all’art. 1, comma 164, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, e’ incrementato di 1.000 milioni di euro annui
a decorrere dall’anno 2006, da ripartire tra le regioni, secondo
criteri e modalita’ concessive definiti con decreto del Ministro
della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, di intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che
prevedano comunque, per le regioni interessate, la stipula di
specifici accordi diretti all’individuazione di obiettivi di
contenimento della dinamica della spesa al fine della riduzione
strutturale del disavanzo;
Visto l’art. 9 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 103,
convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, concernente l’obbligo
della costituzione degli accantonamenti in materia di rinnovi
contrattuali;
Visti gli obblighi comunitari della Repubblica e i relativi
obiettivi di finanza pubblica per il rientro nell’ambito dei
parametri di Maastricht;
Considerata la necessita’ del concorso delle autonomie regionali
al conseguimento dei predetti obiettivi di finanza pubblica;
Considerata la necessita’, al fine di garantire la certezza del
conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica per il rispetto
degli obblighi comunitari, di prorogare anche per gli esercizi
successivi al 2005 il meccanismo dell’automatismo fiscale di cui al
richiamato art. 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
come integrato dall’art. 1, comma 277, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266;
Considerato che, al fine di garantire ai cittadini l’accesso al
Servizio sanitario nazionale, in maniera uniforme sul territorio
nazionale, nel rispetto dei diritti costituzionali e di mantenere un
livello di finanziamento compatibile con il quadro economico
finanziario complessivo, si rende necessario stipulare una Intesa tra
lo Stato, le regioni e le province autonome;
Vista la nota 26 settembre 2006, con la quale il Ministro della
salute ha trasmesso un documento concernente un nuovo Patto sulla
salute, concertato con il Ministero dell’economia e delle finanze;
Vista la lettera in data 28 settembre 2006, con la quale il
Ministro della salute ha inviato un nuovo documento, anch’esso
concertato con il Ministero dell’economia e delle finanze, che,
rispetto alla versione precedentemente inviata, e’ stato impostato
sotto forma di «protocollo d’intesa» e presenta alcune integrazioni;
Vista la nota pervenuta nella medesima data del 28 settembre
2006, con la quale il presidente della Conferenza delle regioni e
delle province autonome ha espresso condivisione sui contenuti del
predetto nuovo documento;
Acquisito, nel corso dell’odierna seduta e come risulta dal
verbale della seduta medesima, l’assenso del Governo e dei presidenti
delle Regioni e delle Province Autonome sul testo della presente
intesa;
Sancisce intesa
tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome nei termini sotto
indicati:
PROTOCOLLO D’INTESA sul NUOVO PATTO SULLA SALUTE
Premesso che:
Il sistema sanitario italiano si colloca in una posizione di
assoluto rispetto nelle graduatorie internazionali circa la tutela
della salute della popolazione e la qualita’ complessiva delle
prestazioni. Cio’ nonostante esso presenta seri elementi di
criticita’: l’inappropriatezza di alcune prestazioni, come l’utilizzo
improprio dei ricoveri ospedalieri e dei pronto soccorso dovuto
all’organizzazione ancora prevalentemente burocratica della medicina
di base e alla carenza di servizi di assistenza domiciliare
integrata; le lunghe liste di attesa; l’ingiustificato livello di
spesa farmaceutica per abitante di alcune regioni; l’insufficiente
qualita’ dei servizi sanitari in alcune regioni, che ne spinge i
cittadini a rivolgersi alle strutture di altre regioni per usufruire
di cure adeguate.
Le tendenze di lungo periodo della spesa sanitaria risentono
di fattori di fondo: l’invecchiamento della popolazione, le
modificazioni socio-economiche e il progresso della medicina, che
genera migliori cure ma anche un aumento dei costi. In questo ambito
si possono riscontrare anche inefficienze e inappropriatezze che,
presenti in varie forme nell’insieme del sistema sanitario, sono
particolarmente pervasive in alcune regioni. Proprio la distribuzione
dei disavanzi fra le diverse regioni conferma che vi sono margini di
miglioramento nell’efficienza e nell’appropriatezza dell’erogazione
delle prestazioni sanitarie. A questo proposito la valutazione
preliminarmente condivisa a che gradi sempre piu’ elevati di
appropriatezza clinica ed organizzativa possono essere conseguiti con
un processo che va sviluppato con il coinvolgimento dei
professionisti operanti nel campo della tutela della salute.
E’ dunque possibile, come indicato nel Documento di
programmazione economico finanziaria 2007-2011, mantenere e
migliorare qualita’ ed efficacia dei servizi sanitari e al tempo
stesso ricondurre la dinamica di tale voce di spesa nell’ambito dei
vincoli della finanza pubblica. Anzi, proprio la massimizzazione
dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse e’ condizione essenziale
affinche’ la sanita’ possa svolgere pienamente il suo ruolo sociale
ed economico – la spesa sanitaria e’ una forma essenziale di
investimento nel capitale umano. Si tratta di un ruolo di interesse
nazionale, che richiede di combinare la politica di promozione e
coordinamento propria del Governo con il rafforzamento dell’autonomia
organizzativa e della responsabilita’ finanziaria delle regioni. In
questo quadro e’ auspicabile un coinvolgimento delle organizzazioni
sindacali confederali nel dibattito sullo sviluppo e la
qualificazione del Servizio sanitario nazionale e sulle politiche per
la tutela della salute.
Sulla base di queste premesse condivise, Governo, regioni e
province autonome di Trento e di Bolzano convengono di sancire un
Nuovo Patto per la Salute volto a ricondurre sotto controllo la spesa
sanitaria, a dare certezza di risorse per il Servizio sanitario
nazionale (S.S.N.) su un arco pluriennale, a sollecitare e sostenere
le azioni necessarie a elevare qualita’ e appropriatezza delle
prestazioni, a riequilibrare le capacita’ di fornire servizi di
analoga qualita’ ed efficacia su tutto il territorio nazionale.
Oggi si evidenziano la necessita’ e l’opportunita’ di operare
una svolta che all’attenzione ai deficit ed alla modalita’ della loro
copertura affianchi la costruzione di procedure che evitino il
formarsi dei deficit medesimi, nel rispetto della piena erogazione
dei LEA.
Governo e regioni ritengono necessario, con il presente
patto, individuare in modo condiviso le regole e le procedure di
verifica e controllo delle attivita’ delle regioni per garantire i
LEA su tutto il territorio nazionale e modalita’ di finanziamento che
diano certezza di risorse su un arco pluriennale, nonche’ sancire la
necessita’ di istituire un’apposita sede per definire nuove regole
sulla politica del personale e sulla farmaceutica.
Il settore della sanita’ deve mantenere una dinamica di
crescita compatibile con la programmazione finanziaria del Paese. In
ogni caso i livelli di finanziamento devono essere parametrati alla
verifica dell’effettivo costo dei livelli essenziali di assistenza in
condizioni di efficienza ed appropriatezza.
All’interno di questo quadro di compatibilita’, il Nuovo
Patto punta a rafforzare la capacita’ programmatoria e organizzativa
delle regioni promuovendo azioni incisive di miglioramento
dell’efficienza e dell’appropriatezza delle prestazioni, che
consentano di utilizzare l’ammontare di risorse stabilito in modo da
accrescere la qualita’ e l’efficacia dei servizi e da assicurare una
loro piu’ equilibrata fruizione su tutto il territorio nazionale.
Verra’ rafforzato il sistema di monitoraggio circa l’erogazione
effettiva dei LEA e il livello centrale, sia ministeriale che del
coordinamento interregionale, svolgera’ non solo una funzione di
verifica ma, quando necessario, anche di supporto, servizio ed
affiancamento per le regioni. Il miglioramento delle prestazioni
richiede un significativo rafforzamento dell’attivita’ di
prevenzione, la riorganizzazione e il potenziamento delle cure
primarie, lo sviluppo dell’integrazione socio-sanitaria, a cominciare
dall’assistenza ai non autosufficienti. Nel migliorare
l’appropriatezza delle prestazioni e garantire sia la loro
universalita’ sia l’esigenza che esse siano fruite dalle persone in
effettiva necessita’, un ruolo potranno svolgere forme di
compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini in funzione del
tipo di patologia e della condizione economica. Infine, facendo leva
sul Fondo nazionale per il co-finanziamento degli investimenti di cui
all’art. 20 della legge n. 67/1988 e sui fondi strutturali UE
2007-2013 si puntera’ a sostenere l’attivita’ di ricerca e
innovazione e l’attivita’ di investimento per l’innalzamento della
qualita’ del sistema e nelle nuove tecnologie.
Preso atto che:
il Governo si impegna ad adottare ogni necessario
provvedimento normativo e/o amministrativo in attuazione del presente
patto anche a modifica o integrazione o abrogazione di norme, accordi
e intese vigenti;
il Governo ritiene indispensabile prorogare il meccanismo
dell’automatismo fiscale;
il Governo ritiene indispensabile assicurare la stabilita’
degli strumenti di programmazione finanziaria nel settore
farmaceutico;
il Governo si impegna con il presente patto, in sede di
approvazione del disegno di legge finanziaria per l’anno 2007, a
stabilire il finanziamento cui concorre ordinariamente lo Stato per
il triennio 2007-2009 e che comprende il livello delle entrate
proprie cosi’ come definito nell’Accordo dell’8 agosto 2001, in modo
da consentire alle regioni l’ottimizzazione, efficienza e
massimizzazione nell’uso delle risorse e rendere loro possibile una
programmazione di medio periodo delle azioni necessarie a correggere
le inappropriatezze e a riassorbire le inefficienze che minano il
controllo della spesa e l’efficacia dei servizi per i cittadini;
Governo e regioni si impegnano ad affrontare il problema di
superare i divari quantitativi e qualitativi tra sistemi sanitari
regionali ed in particolare tra Nord e Sud del Paese, evidenziando
che tale problema si e’ accresciuto negli ultimi anni e trova
annualmente testimonianza nei rilevanti fenomeni di mobilita’
sanitaria interregionale;
il Governo si impegna a prevedere in sede di approvazione del
disegno di legge finanziaria per l’anno 2007, per le regioni che
presentano grandi criticita’ finanziarie, un fondo transitorio che,
insieme con misure di affiancamento, sostenga tali regioni in un
percorso di rientro in grado di portare all’azzeramento dei loro
disavanzi entro l’anno 2010;
il Governo e le regioni convengono che, nell’attuazione del
presente patto, sono fatte salve le funzioni generali dello Stato di
monitoraggio e valutazione del Servizio sanitario nazionale al fine
di garantire il reale accesso ai livelli essenziali di assistenza,
nonche’ di coordinamento della finanza pubblica e sono altresi’ fatte
salve l’autonomia organizzativa e gestionale delle regioni;
Si conviene quanto segue:
1) Disponibilita’ finanziarie per il Servizio sanitario nazionale.
1.1. Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui
concorre ordinariamente lo Stato per il triennio 2007-2009, al netto
della componente transitoria di cui al successivo punto 3, e’
determinato in 96.000 milioni di euro per l’anno 2007, 99.042 milioni
di euro per l’anno 2008 e 102.245 milioni di euro per l’anno 2009,
comprensivi dell’importo di 50 milioni di euro, per ciascuno degli
anni indicati, a titolo di ulteriore finanziamento a carico dello
Stato per l’ospedale «Bambino Gesu». A fronte di tale disponibilita’
programmatoria dovra’ corrispondere un’assunzione di autonomia ed
inderogabile responsabilita’ di bilancio da parte delle regioni sia
nell’utilizzo di eventuali maggiori risorse liberate da
efficientamenti del sistema sanitario regionale, sia nell’adozione di
misure di ripiano di disavanzi.
1.2. Il Ministro della salute, ai fini dell’esercizio della sua
titolarita’ di proposta di riparto delle disponibilita’ finanziarie
di cui al punto 1.1 per la determinazione del fabbisogno finanziario
delle singole regioni, dichiara la sua disponibilita’ ad avvalersi,
in prima istanza, di criteri di riparto elaborati dalle regioni,
previa la ordinaria verifica tecnica con il Ministero dell’economia e
delle finanze sulla congruita’ dei predetti criteri, entro il 15
novembre 2006. In carenza di tali criteri ovvero qualora tali criteri
non siano stati ritenuti congrui, il Ministro della salute elabora
comunque la proposta di riparto entro il 30 novembre 2006, sulla base
della normativa vigente. I criteri di riparto comunque, che siano
recepiti dalla proposta delle Regioni o che siano proposti dal
Ministro, restano validi per l’intero triennio 2007-2009.
1.3. Le regioni si impegnano ad esprimere entro il 30 ottobre
2006 l’intesa sul decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
attuativo del decreto legislativo n. 56/2000 per l’anno 2005 e, entro
il 31 marzo 2007 per l’anno 2006.
1.4. In via aggiuntiva agli adempimenti previsti dal presente
patto, sono confermati e prorogati per tutta la durata del presente
accordo gli adempimenti regionali previsti dall’Intesa Stato-regioni
del 23 marzo 2005 ed i relativi criteri e sedi di verifica, nonche’
le modalita’ di copertura di eventuali disavanzi, come integrati
dalle disposizioni di cui all’art. 1, commi 203 e 275 della legge n.
266/2005 e dall’art. 9 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 103,
convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. Tali procedure
restano in vigore salvo quanto eventualmente concordato nel tavolo di
cui al successivo punto 4.16. In via straordinaria, per le regioni
che abbiano stipulato l’accordo di cui all’art. 1, comma 180, della
richiamata, legge n. 311/2004 sono considerate idonee forme di
copertura dei disavanzi pregressi, cumulativamente registrati e
certificati fino al 2005, al netto per l’anno 2005 della copertura
derivante dell’incremento automatico delle aliquote, in deroga a
quanto previsto dalla predetta Intesa, con misure a carattere
pluriennale derivanti da specifiche entrate certe e vincolate. A tal
fine il Governo si impegna alla proposizione delle necessarie norme
di deroga.
1.5. La quota di finanziamento condizionata alla verifica degli
adempimenti di cui al punto 1.4 e’ determinata nella misura del 3 per
cento delle somme dovute a titolo di finanziamento della quota
indistinta del fabbisogno sanitario, al netto delle entrate proprie
per le regioni a statuto ordinario; delle entrate proprie e della
partecipazione di Sicilia e Sardegna per queste ultime.
1.6. E’ confermato lo schema delle anticipazioni di cui all’art.
1, comma 184, lettere a), b) della citata legge n. 311/2004 secondo
le procedure di determinazione di cui al punto 1.5 nella misura del
97 per cento degli importi stabiliti per le singole regioni in sede
di riparto delle disponibilita’ finanziarie complessive per il
Servizio sanitario nazionale. La procedura dell’anticipazione
provvisoria e’ determinata con riferimento al finanziamento
corrispondente a quello previsto per l’anno 2006 e incrementato a
decorrere dal 2008 sulla base del tasso di crescita del PIL nominale
programmato. Alle regioni che abbiano superato gli adempimenti
dell’ultima verifica effettuata dal tavolo di verifica di cui
all’art. 12 dell’Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005, si riconosce
la possibilita’ di un incremento di detta percentuale nei limiti
della compatibilita’ di bilancio dettate dagli obiettivi di finanza
pubblica.
2) Livelli essenziali di assistenza. 2.1. Entro il 31 dicembre
2006, al fine di consentirne una tempestiva entrata in vigore il 1°
gennaio 2007, si procedera’, con le modalita’ di cui all’art. 54
della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e successive integrazioni, nelle
sedi competenti, ad una revisione straordinaria dei livelli
essenziali di assistenza vigenti, nell’ambito della cornice
finanziaria programmata, sulla base dei seguenti principi e criteri:
i criteri ed i principi contenuti nell’art. 1, comma 2 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, cosi’ come modificato
dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229:
1. principio della dignita’ della persona;
2. principio del bisogno di salute;
3. principio dell’equita’ nell’accesso all’assistenza;
4. principio della qualita’ delle cure e della loro
appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze;
5. principio dell’economicita’ nell’impiego delle risorse.
Inoltre la revisione dei LEA terra’ conto dei criteri:
di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 29 novembre 2001 di definizione dei livelli essenziali di
assistenza;
dei risultati del Progetto Mattoni;
della previsione di rimodulazione dei livelli essenziali di
assistenza di cui all’art. 1, comma 292, letztera a), della legge 23
dicembre 2005, n. 266;
della integrazione dei LEA con l’aggiornamento delle liste
delle prestazioni erogabili con particolare riferimento alla
omogeneizzazione di quanto previsto in materia di assistenza
odontoiatrica, parto indolore e terapie del dolore, tutela della
salute nei luoghi di lavoro, eliminando prestazioni ormai obsolete o
sostituite da altre di comprovata efficacia;
il criterio di revisione dei 43 DRG ad alto rischio di
inappropriatezza, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 29 novembre 2001 e successive modificazioni ed
integrazioni, ampliandone il numero.
2.2. In ciascuno degli anni del triennio, nell’ambito della
cornice finanziaria programmata, viene operata almeno una revisione
ordinaria anche al fine di tenere conto dei risultati del
monitoraggio dei costi delle prestazioni, dei servizi e delle
tipologie di assistenza ricomprese nei livelli essenziali di
assistenza.
2.3. Entro il 30 novembre 2006 si procede, in via straordinaria,
nelle sedi competenti, ad una analisi dei costi delle prestazioni,
dei servizi e delle tipologie di assistenza ricomprese nei livelli
essenziali di assistenza, assumendo come riferimento i costi delle
pratiche ritenute piu’ efficienti in condizioni di appropriatezza,
riscontrabili nel Servizio sanitario nazionale. Tale analisi
costituira’ la base di riferimento di un’attivita’ ordinaria di
monitoraggio di tali costi da effettuarsi ogni anno entro il 30
novembre, i cui risultati saranno riportati nella relazione sullo
stato sanitario del Paese da inviare al Parlamento.
2.4. Entro il 30 novembre 2006, coerentemente con quanto
stabilito con l’Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005 e con il
sistema di indicatori di garanzia dei livelli essenziali di
assistenza di cui all’art. 9 del decreto legislativo 18 febbraio
2000, n. 56, si conviene di definire un «pacchetto» o set di
indicatori, concordato tra Ministeri della salute e dell’economia e
finanze e regioni a partire dal set di indicatori, comprensivo anche
di indicatori sulle risorse umane e professionali del Servizio
sanitario nazionale, utilizzato dal Comitato permanente per la
verifica dei LEA di cui all’art. 9 dell’Intesa per la verifica
dell’erogazione dei LEA per l’anno 2005. La verifica degli indicatori
sara’ condotta dal predetto Comitato in modo da configurare un
percorso certificativo che evidenzi: l’uso delle risorse, la qualita’
dell’output e la capacita’ organizzativa. In quella sede vengono
stabiliti indirizzi programmatori – per esempio relativi alla
dotazione di letti ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico
del Servizio sanitario nazionale, alla loro articolazione nelle
funzioni per acuti, riabilitazione e lungodegenza post-acuzie e, alle
funzioni dei grandi ospedali e dei piccoli ospedali, al
dimensionamento e all’organizzazione di particolari attivita’,
all’attivazione e al funzionamento delle grosse tecnologie. Ogni
regione, coerentemente con le risorse programmate per l’erogazione
dei LEA, stabilisce prima dell’inizio di ogni anno i risultati attesi
e i relativi programmi che vengono poi monitorati dal citato
Comitato. Tale procedura implica che il livello centrale (sia
ministeriale che del coordinamento interregionale) svolga non solo
una funzione di verifica, ma, per le regioni che lo richiedano o
comunque per quelle impegnate nei piani di rientro, anche di
supporto, servizio ed affiancamento per le regioni, finalizzata anche
ad una autovalutazione della qualita’ dell’assistenza erogata.
2.5. Entro il 30 novembre 2006 vengono adottati con decreto del
Ministro della salute di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, d’intesa conla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome i nuovi modelli di
rilevazione dei conti del Servizio sanitario nazionale e le nuove
linee guida alla loro compilazione con riferimento ai risultati gia’
disponibili del progetto collaborativo «Mattone» denominato «Misura
dei costi» da adottarsi a partire dall’anno di competenza 2007.
2.6. Per il loro rilevante impatto sui livelli essenziali di
assistenza si ritiene necessario attivare un percorso valutativo al
quale subordinare la immissione delle nuove tecnologie ad alto
impatto economico nel Servizio sanitario nazionale, attivando, a tal
fine, un’apposita sezione di lavoro nell’organismo deputato alla
elaborazione delle proposte tecniche per la manutenzione dei LEA,
avvalendosi delle agenzie nazionali e delle altre strutture tecniche
del Servizio sanitario nazionale.
3) Ulteriore concorso transitorio dello Stato alle Regioni in
difficolta’ economico-finanziaria. 3.1. Per il percorso di
rientro strutturale dai disavanzi per le regioni in difficolta’ si
conviene quanto segue:
a) Il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti presso
il Ministero dell’economia e finanze, di cui all’art. 12 dell’Intesa
Stato-regioni del 23 marzo 2005, individua le regioni che presentano
un disavanzo pari o superiore al 7% nell’anno precedente e/o nelle
quali sia entrata in vigore la massimizzazione dell’aliquota di
addizionale Irpef e della maggiorazione Irap, d’ora innanzi «Regioni
in difficolta»;
b) viene istituito, per tutto il triennio 2007-2009, un Fondo
transitorio di 1000 milioni di euro per l’anno 2007, di 850 milioni
di euro per l’anno 2008 e di 700 milioni di euro per l’anno 2009.
L’accesso alle risorse di tale Fondo resta subordinato alla
sottoscrizione dell’accordo ai sensi dell’art. 1, comma 180, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, comprensivo di un Piano di rientro.
Il Piano di rientro deve contenere, sia le misure di riequilibrio del
profilo erogativo dei livelli essenziali di assistenza, per renderlo
conforme a quello desumibile dal vigente piano sanitario nazionale e
dal vigente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
fissazione dei LEA, sia le misure necessarie all’azzeramento del
disavanzo entro il 2010, sia gli obblighi e le procedure previsti
dall’art. 8 dell’Intesa del 23 marzo 2005. Le regioni in difficolta’
possono accedere al fondo transitorio. Tale accesso presuppone che
sia scattata formalmente in modo automatico o che sia stato attivato
l’innalzamento ai livelli massimi dell’aliquota di addizionale Irpef
e della maggiorazione Irap. Qualora durante il procedimento di
verifica annuale del piano si prefiguri il mancato rispetto di parte
degli obiettivi intermedi di riduzione del disavanzo contenuti nel
piano di rientro, la regione interessata puo’ proporre misure
equivalenti che devono essere approvate dal Ministero della salute e
dell’economia e finanze. In ogni caso l’accertato verificarsi del
mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi comporta che, con
riferimento all’anno d’imposta dell’esercizio successivo,
l’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche e
l’aliquota dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive si
applicano oltre i livelli massimi previsti dalla legislazione vigente
fino all’integrale copertura dei mancati obbiettivi. Qualora invece
sia verificato che il rispetto degli obiettivi intermedi e’ stato
conseguito con risultati ottenuti quantitativamente migliori, la
regione interessata puo’ ridurre, con riferimento all’anno d’imposta
dell’esercizio successivo, 1’addizionale all’imposta sul reddito
delle persone fisiche e l’aliquota dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive per la quota corrispondente al miglior risultato
ottenuto;
c) il Ministero della salute, di concerto per quanto di
competenza con il Ministero dell’economia e delle finanze,
assicurera’ l’attivita’ di affiancamento delle regioni in difficolta’
e di monitoraggio dei loro piani di rientro, sia per i provvedimenti
regionali di spesa e programmazione sanitaria da sottoporre a
preventiva approvazione da parte del Ministero della salute e del
Ministero dell’economia e delle finanze, sia per i nuclei da
realizzarsi nelle singole regioni con funzioni consultive e di
supporto tecnico. Tali funzioni consultive e di supporto sono svolte
per la predisposizione dei provvedimenti di carattere programmatico e
di alta gestione del Servizio sanitario regionale e per l’attuazione
dei provvedimenti approvati con prescrizioni da parte dei Ministeri
della salute e dell’economia e finanze, per risolvere le questioni
poste.
4) Tematiche di particolare rilevanza per il Servizio sanitario
nazionale. 4.1. Per quanto attiene alle esigenze di adeguamento
strutturale e tecnologico del Servizio sanitario nazionale si
conviene, in analogia a quanto operato dall’art. 83, comma 3 della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, sulla opportunita’ di ampliare lo
spazio di programmabilita’ degli interventi previsti nel programma
straordinario di investimenti in edilizia sanitaria, di cui all’art.
20 della legge n. 67/1988, elevandolo dagli attuali 17 miliardi di
euro a 20 miliardi di euro, riservando la quota aggiuntiva di 3
miliardi di euro alle seguenti linee prioritarie:
innovazione tecnologica delle strutture del Servizio
sanitario nazionale con particolare riferimento alla diagnosi e
terapia nel campo dell’oncologia e delle malattie rare;
superamento del divario Nord-Sud;
possibilita’ per le regioni che abbiano gia’ realizzato la
programmazione pluriennale, di attivare una programmazione
aggiuntiva;
messa a norma delle strutture pubbliche ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997;
premialita’ per le regioni sulla base della tempestivita’ e
della qualita’ di interventi di ristrutturazione edilizia e
ammodernamento tecnologico gia’ eseguiti (una quota del 10 per
cento);
Il Governo e le regioni si impegnano altresi’ a sostenere
l’inserimento della tematica « sanita-sviluppo economico» tra le
finalita’ individuate per l’utilizzo dei fondi disponibili
nell’ambito del Quadro strategico nazionale 2007-2013 ed a convenire,
con riferimento ai piani di investimento immobiliare deliberati
dall’Inail, cui all’art. 1, comma 301, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, sugli interventi di edilizia sanitaria da realizzare ciascun
anno, in relazione alla programmazione sanitaria nazionale e
regionale e nel rispetto delle compatibilita’ degli obiettivi di
finanza pubblica assunti con il patto di stabilita’ e crescita.
4.2. Per realizzare la continuita’ assistenziale dall’ospedale al
domicilio del cittadino/paziente, che rende effettivo il diritto alla
salute, oltre a generalizzare le gia’ consolidate forme aggregative
presenti sul territorio con le Unita’ territoriali di assistenza
primaria, si conviene di promuovere ulteriori forme e modalita’
erogative dell’insieme delle cure primarie, attraverso l’integrazione
dei medici di famiglia tra di loro e con la realta’ distrettuale, con
i medici della continuita’ assistenziale e con i medici del 118,
anche allo scopo di migliorare le varie forme di assistenza
domiciliare. Su questi temi come in generale su quelli della medicina
del territorio, della prevenzione e della tutela della salute nei
luoghi di lavoro, Governo e regioni si impegnano a definire linee di
indirizzo entro il 31 dicembre 2006.
4.3. In coerenza con quanto previsto al punto precedente, si
conviene che debbano essere intensificate ed integrate iniziative
idonee a responsabilizzare i medici di medicina generale sul versante
dell’appropriatezza prescrittiva.
4.4. Si conviene di sviluppare nuove ulteriori iniziative volte a
favorire la definizione e la diffusione di linee guida e di
protocolli per la razionalizzazione dei percorsi diagnostici e di
cura.
4.5. Si conviene sulla necessita’ di omogeneizzare le forme di
compartecipazione alla spesa in funzione di una maggiore
appropriatezza delle prestazioni, anche al fine di promuovere la
riduzione dell’uso improprio del pronto soccorso ospedaliero e il
ricorso appropriato al day hospital, nonche’ migliorando il ricorso
alla diagnostica.
4.6. Al fine di promuovere adeguati processi di qualificazione
della rete per l’assistenza ospedaliera, con Intesa Stato-regioni, da
stipularsi, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003,
n. 131, entro il 31 dicembre 2006, vengono definiti indirizzi e linee
di razionalizzazione della funzione ospedaliera, finalizzata anche al
recupero di maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse nelle
regioni con rilevanti difficolta’ finanziarie, ad integrazione e
supporto dei singoli piani di rientro. Tali linee saranno definite
prendendo in considerazione standard di dimensionamento complessivo
della rete, compiti e funzioni da attribuire ai presidi in ragione
della loro collocazione, maggiore o minore dimensione e
caratteristiche istituzionali con particolare riferimento
all’affidamento di funzioni di erogazione di particolari prestazioni
di elevata qualificazione ed alla diffusione delle funzioni di
emergenza e urgenza. Sara’ anche necessario procedere ad un’analisi
delle modalita’ organizzative, anche innovative, interne ai presidi
finalizzate alla maggiore integrazione delle attivita’ ed al
raggiungimento di maggiori livelli di efficienza.
4.7. Si conviene di razionalizzare le tariffe di laboratorio in
modo da promuovere il dimensionamento efficiente dei laboratori e la
diffusione dei punti di prelievo, con effetti di riduzione dei prezzi
a vantaggio dei cittadini e del Servizio sanitario nazionale.
4.8. Si conviene sulla necessita’ di applicare anche agli enti
del Servizio sanitario nazionale le disposizioni di cui all’art. 1,
commi 189, 191 e 194 della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
Conseguentemente il Governo e le regioni si impegnano ad approfondire
con le rappresentanze sindacali le regole di alimentazione dei fondi
relativi alla contrattazione integrativa. Fermo restando gli
obiettivi finanziari connessi al contenimento della spesa per il
personale del S.S.N. di cui agli articoli 1, comma 98, della legge n.
311/2004 e 1, comma 198, della legge n. 266/2005, si conviene che per
il loro conseguimento debbano essere individuate nuove modalita’ e
procedure piu’ aderenti alle specifiche realta’ operative rispetto a
quelle vigenti.
4.9. Per assicurare che l’integrazione tra erogatori pubblici ed
erogatori privati sia ancorata alla prioritaria esigenza di garantire
qualita’ nei processi di diagnosi, cura e riabilitazione, con Intesa
Stato-regioni da stipularsi, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della
legge 5 giugno 2003, n. 131, entro il 31 dicembre 2006, vengono
definiti indirizzi per l’applicazione dei principi e norme
fondamentali desumibili dalla vigente legislazione nazionale in
materia di relazioni con le istituzioni sanitarie private, favorendo
strategie di coinvolgimento negli obiettivi programmatici pubblici,
di partecipazione alle politiche di qualita’ ed appropriatezza, di
controllo dei volumi e della spesa.
Con l’Intesa, per le medesime finalita’:
si promuoveranno le opportune iniziative per supportare
normativamente, per gli aspetti di normazione di principio
eventualmente carenti, le politiche regionali in questo settore;
si promuoveranno iniziative per l’eventuale messa a punto
della metodologia di remunerazione cosi’ come normati dal d.lgs. n.
502/1992 e successive modifiche ed integrazioni.
Coerentemente con queste esigenze, gia’ si conviene che:
viene individuata nel 1° gennaio 2008 la data a partire dalla
quale devono considerarsi cessati i transitori accreditamenti delle
strutture private gia’ convenzionate, ai sensi dell’art. 6, comma 6,
della legge 23 dicembre 1994, n. 724, non confermati da
accreditamenti provvisori o definitivi disposti ai sensi dell’art.
8-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e
successive modifiche ed integrazioni;
viene individuata nel 1° gennaio 2010 la data a partire dalla
quale cessano gli accreditamenti provvisori delle strutture private,
di cui dell’art. 8-quater, comma 7 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche ed integrazioni, non
confermati dagli accreditamenti definitivi di cui all’art. 8-quater,
comma 1 del medesimo decreto;
viene individuata nel 1° gennaio 2008, la data a partire
dalla quale non possono essere concessi nuovi accreditamenti, ai
sensi del d.lgs n. 229/1999, in assenza di un provvedimento regionale
di ricognizione e conseguente determinazione ai sensi dell’art.
8-quater, comma 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e
successive modifiche ed integrazioni. Tale provvedimento e’ trasmesso
al comitato di verifica dei livelli essenziali di assistenza, di cui
all’art. 9 dell’Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005.
Per le regioni impegnate nei Piani di rientro, le sopra menzionate
date del 1° gennaio 2008 sono anticipate al 1° luglio 2007 per le
regioni nelle quali entro il 31 maggio 2007 non si sia provveduto ad
adottare o aggiornare, adeguandoli alle finalita’ del presente
Accordo i provvedimenti di cui all’art. 8-quinquies, commi 1 e 2, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni e integrazioni.
4.10. In materia di promozione della qualita’, il Governo e le
regioni si impegnano a promuovere le opportune iniziative per
favorire la piena applicazione di quanto previsto nel d.lgs. n.
502/1992, e successive modifiche ed integrazioni, nonche’ dal Piano
sanitario nazionale 2006-2008. A tal fine si conviene di pervenire
entro il 31 dicembre 2006 all’approvazione, mediante Intesa
sottoscritta ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno
2003, n. 131, di un programma nazionale per la promozione permanente
della qualita’ nel Servizio sanitario nazionale. Il programma
nazionale prevedera’ l’attuazione di forme costanti e strutturate del
gradimento dei servizi da parte dei cittadini/utenti/pazienti.
4.11. In considerazione della dimensione assunta, in campo
nazionale, dal problema dell’assistenza alla non autosufficienza e
considerate le iniziative che diverse regioni stanno assumendo in
merito, si conviene di attivare un tavolo di lavoro presso il
Ministero per la solidarieta’ sociale con la partecipazione di
rappresentanti delle regioni, del Ministero della salute, del
Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero per le
politiche della famiglia, che approfondisca le seguenti tematiche:
area prestazionale di confine tra le prestazioni, i servizi e
le tipologie di assistenza gia’ assicurate dai LEA di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001, e
successive modificazioni ed integrazioni e le altre linee
prestazionali;
aspetti sanitari e socio sanitari dell’accertamento del
bisogno;
analisi delle iniziative regionali gia’ in essere.
4.12. In maniera complementare all’iniziativa di cui al punto
4.10, al fine di favorire una qualificazione delle attivita’ di
integrazione socio-sanitaria previste dal d.lgs. n. 502/1992 cosi’
come, in particolare, modificato ed integrato dal d.lgs. n. 229/1999,
il Ministero della salute si impegna a rifinalizzare una propria
struttura per dedicarla all’integrazione socio-sanitaria ed alla
diffusione di processi permanenti di qualificazione delle strutture
del S.S.N. impegnate nei vari settori assistenziali caratterizzati
dalla prevalente esigenza di integrazione tra aspetti sanitari e
aspetti sociali.
4.13. Nuovo Sistema informativo sanitario.
La scadenza del 30 giugno 2005, prevista dall’art. 3, comma 4,
dell’Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005 per l’adozione di un
Accordo quadro Stato-regioni tra i Ministri della salute,
dell’economia e delle finanze, per le riforme e l’innovazione della
pubblica amministrazione e le regioni e le province autonome, di
riadeguamento della composizione e delle modalita’ di funzionamento
della cabina di regia del nuovo Sistema informativo sanitario, e’
prorogata al 31 dicembre 2006. Fino a tale data restano ferme le
competenze attribuite alla cabina di regia per lo sviluppo del
N.S.I.S. di cui alla richiamata Intesa Stato-regioni del 23 marzo
2005.
Il Governo e le regioni si impegnano a promuovere l’utilizzo dei
dati acquisiti con le procedure di cui al comma 10, dell’art. 50,
della legge 24 novembre 2003, n. 326, di conversione, con
modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, presso il
nuovo Sistema informativo sanitario del Ministero della salute, fermo
restando quanto previsto dall’art. 87 della legge n. 388 del 2000,
ferma restando le competenze del Ministero dell’economia e delle
finanze previste dai citati articoli 50 e 87.
Nell’attuale fase transitoria si conviene sulla necessita’ di
completare, entro il 31 dicembre 2007, il processo di acquisizione
all’N.S.I.S., promosso dalla sua cabina di regia, dei dati regionali
informatizzati gia’ disponibili per il monitoraggio delle prestazioni
relative all’assistenza specialistica ambulatoriale ed all’assistenza
farmaceutica convenzionata, nonche’ di integrare tale acquisizione
con i dati relativi alla distribuzione diretta dei farmaci e alla
c.d. distribuzione per conto e con il monitoraggio della spesa
farmaceutica ospedaliera, dell’assistenza protesica e dell’assistenza
integrativa.
4.14. Al fine di rendere piu’ efficiente l’utilizzo delle risorse
disponibili, Governo e regioni convengono sulla necessita’ di
ulteriormente incrementare forme di razionalizzazione dei sistemi di
gestione delle attivita’ tecnico-amministrative e di supporto, quali
la logistica, gli acquisti di beni e servizi, la manutenzione ecc.,
anche attraverso modalita’ di esercizio sovraziendale e di
centralizzazione degli acquisti, con particolare riferimento ai
dispositivi medici.
4.15. La sede tecnica integrata per promuovere l’attivita’ di
armonizzazione dei risultati delle linee di confronto
tecnico-programmatico che – nei vari ambiti e organismi previsti
dalla normativa vigente – si sviluppano tra Ministero della salute,
Ministero dell’economia e finanze e regioni per tutte le attivita’
che impegnano Governo e regioni nella garanzia dei livelli essenziali
di assistenza e per il monitoraggio della spesa sanitaria, e’
costituita, rispettivamente, dal comitato di verifica dei LEA di cui
all’art. 9 dell’Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005 e dal Tavolo
tecnico per la verifica degli adempimenti, di cui all’art. 12
dell’Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005.
Il Comitato e il Tavolo verificano altresi’ periodicamente lo
stato di attuazione del presente accordo.
4.16. Ulteriore revisione degli accordi precedenti e delle leggi.
Uno specifico Tavolo di lavoro misto Stato-regioni, presso il
Ministero della salute, costituito da rappresentanti del Ministro
della salute, del Ministro dell’economia e finanze, del Ministro per
gli affari regionali e le autonomie locali, della Conferenza delle
regioni e delle province autonome, provvedera’ a formulare proposte
di revisione di punti della normativa vigente, anche in riferimento
al rapporto con il Servizio sanitario nazionale di enti ed organismi
di rilevanza nazionale, di cui sia condivisa la criticita’ di
applicazione.
4.17. Al fine di armonizzare i contenuti e la tempistica del
presente Patto con il vigente Piano sanitario nazionale di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2006, si conviene di
promuovere modifiche ed integrazioni del Piano sanitario nazionale
2006-2008.
4.18. Governo e regioni convengono sulla necessita’ di riaprire
una fase di confronto sugli strumenti di monitoraggio e regolazione
della spesa farmaceutica, in modo da pervenire ad eventuali modifiche
della disciplina vigente, fermo restando l’obiettivo del
conseguimento degli effetti finanziari derivanti dalla vigente
normativa.
Nei confronti delle regioni che abbiano comunque garantito la
copertura degli eventuali relativi disavanzi, e’ consentito l’accesso
agli importi di cui all’art. 1, comma 181 della legge n. 311/2004,
con riferimento alla spesa farmaceutica registrata negli esercizi
2005 e 2006 anche alle seguenti condizioni:
con riferimento al superamento del tetto del 13%, per la
spesa farmaceutica convenzionata, in assenza del rispetto
dell’obbligo regionale di contenimento della spesa per la quota a
proprio carico, con le misure di cui al decreto-legge 18 settembre
2001, n. 347 convertito dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, si
applica, nell’ambito della procedura di cui all’art. 1, comma 174,
della legge n. 311/2004, una quota fissa per ricetta e/o confezione
di importo idoneo a garantire l’integrale contenimento del 40%;
con riferimento al superamento della soglia del 3%, per la
spesa farmaceutica non convenzionata, in assenza del rispetto
dell’obbligo regionale di contenimento della spesa per la quota a
proprio carico, le regioni presentano ai Ministeri della salute e
dell’economia e delle finanze un Piano di contenimento della spesa
farmaceutica ospedaliera, che contenga interventi diretti al
controllo dei farmaci mnnovativi, al monitoraggio dell’uso
appropriato degli stessi e degli appalti per l’acquisto dei farmaci
la cui idoneita’ e’ da verificarsi congiuntamente nell’ambito dei
Tavoli di cui agli articoli 9 e 12 dell’Intesa Stato-regioni del 23
marzo 2005.
4.19. Si conviene sulla opportunita’ di prevedere che, nella fase
applicativa del Patto, siano assicurate iniziative che aprano al
confronto con le organizzazioni sindacali confederali
l’approfondimento delle linee di sviluppo del Patto stesso, con
particolare riferimento ai livelli essenziali di assistenza e alle
altre tematiche rilevanti per il Servizio sanitario nazionale.

Il presidente: Lanzillotta

Il segretario: Busia