All’amico Pino… con immutato affetto e stima

A volte ci chiediamo chi siamo o cosa siamo e dove andiamo. Be’… a noi piace immaginarci come dei puntini sparsi sul pianeta. Tanti puntini, milioni di puntini. E ogni puntino, ognuno di noi, racchiude dentro sé la propria storia, il proprio essere. Probabilmente ognuno ha un proprio compito, la propria strada da seguire e ognuno lascia delle piccole, grandi impronte che, rimarranno impresse per sempre. Impronte che parleranno ai posteri di noi.
Il nostro collega, ma soprattutto amico, Pino Lucaselli ha lasciato tante impronte prima di andar via per sempre (purtroppo troppo prematuramente, quel 18 gennaio 2012 ad appena 60 anni), impronte indelebili che raccontano di lui, di ciò che è stato, di ciò che ha fatto e di ciò che ha saputo donare agli altri. E lo ha fatto ogni giorno, durante la sua carriera ultratrentennale di giornalista (carriera che ha girato molto intorno al mondo della sanità, scrivendo prima sulle pagine del “Corriere del Giorno di Puglia e Lucania”, quotidiano di Taranto per il quale si occupato anche di cronaca giudiziaria e di cronaca nera, e poi, dal 2000, come capufficio stampa della Asl Ta).
Si, perché Pino sicuramente non faceva un lavoro qualunque. Era un giornalista appunto, quindi aveva il dovere di raccontare i fatti con onestà e imparzialità. E lui lo sapeva fare. Lo sapeva fare perché credeva davvero in tutto ciò che scriveva e riusciva a far intersecare in ogni articolo da lui scritto un infinito amore e una naturalezza incredibile verso la professione.
Ma in ogni suo articolo si intravedeva sempre anche una grande apertura alle fasce più deboli, in una continua battaglia contro le sopraffazioni nei confronti di chi non aveva voce. Infatti, fra i tanti, nessuno potrà mai dimenticherà i suoi famosi servizi sul “Corriere”, scritti fra il 1998 e il 2000, a favore dell’istituzione definitiva della Radioterapia a Taranto con il conseguente acquisto dell’acceleratore lineare. Battaglia che ha condotto con grande sapienza e umiltà e con altrettanta determinazione a favore dei milioni di cittadini ammalati. Ma questo è solo un esempio.
Insomma, un uomo in grado di dare tutto il meglio di sé per gli altri e che, con la sua straordinaria sensibilità, riusciva sempre a rendere semplice e trasparente anche quello che sembrava impossibile e incomprensibile.
Arrivederci Pino, caro amico…

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